I salumi calabresi: una tradizione che sa di Pollino
In Calabria il salume non è un semplice affettato: è memoria di famiglia, festa di paese, dispensa che profuma di casa. A Mormanno, mille metri sopra il livello del mare nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, l'aria fresca e asciutta della montagna fa metà del lavoro. È qui che il Salumificio Coinas lavora carni suine italiane a mano, con salature dosate a occhio esperto e stagionature lunghe e pazienti, senza scorciatoie.
In questa guida ti aiutiamo a orientarti tra i salumi calabresi più amati, così sai cosa aspettarti da ogni fetta prima ancora di aprire il pacco. Capocollo, soppressata, guanciale e salsiccia stagionata sono i quattro protagonisti: pezzi diversi per taglio, gusto e modo di gustarli. Conoscerne le differenze è il primo passo per comporre un tagliere che racconta il Sud.
Capocollo, soppressata, guanciale e salsiccia: le differenze
Il capocollo nasce dalla coppa del suino, salata in salamoia, legata a mano e stagionata almeno 150 giorni. Al taglio la fetta è compatta, rosso vivo con eleganti venature di grasso, dal gusto pieno e aromatico: è il fiore all'occhiello della salumeria di Mormanno, il pezzo da servire quando vuoi fare bella figura.
La soppressata è la regina del tagliere calabrese. Si ottiene dai tagli migliori (magro di spalla, lombo, rifilatura di coppa e pancetta), leggermente pressata e stagionata almeno 90 giorni: fetta a grana grossa, impasto rosso intenso, profumo di spezie. La salsiccia stagionata, invece, ha la classica forma ricurva e profuma di finocchietto selvatico e coriandolo, per un gusto più fresco e delicato: era la merenda di una volta, da affettare col pane.
Il guanciale è un caso a parte: si ricava dalla gola del suino, stagionata almeno 120 giorni. Non è tanto un salume da tagliere quanto un ingrediente da cucina, il segreto di carbonara, amatriciana e gricia. Fetta bianca con venature di magro, profumo speziato: rosolato in padella sprigiona un grasso profumato che nessuna pancetta industriale può imitare.
Dolce o piccante? Come scegliere
Molti salumi calabresi esistono in due anime. La soppressata e la salsiccia stagionata Coinas si trovano nella versione dolce, equilibrata e adatta a tutti, e in quella piccante, dove entra in gioco il vero peperoncino di Calabria. La versione dolce non è insipida: è semplicemente senza peperoncino, così lasci parlare la carne e le spezie. La piccante ha carattere deciso, per chi il tagliere lo vuole col fuoco dentro.
Il consiglio da negoziante è semplice: se ordini per più persone o per un regalo, prendi entrambe. Così ognuno trova la sua fetta e il tagliere ha subito più colore e più racconto. E se ami davvero il piccante, non dimenticare la 'nduja, la crema di salume spalmabile che è il simbolo stesso della Calabria: da sciogliere sul pane caldo o nei sughi.
Come comporre il tagliere calabrese perfetto
Un buon tagliere gioca sui contrasti. Alterna un salume magro e nobile come il capocollo alla grana grossa della soppressata, aggiungi qualche fetta di salsiccia stagionata per il profumo di finocchietto e, se ti piace il piccante, un tocco di 'nduja da spalmare. Affetta i salumi al momento, sottili ma non trasparenti, e lasciali respirare qualche minuto a temperatura ambiente prima di servirli: il gusto si apre e i profumi tornano vivi.
Per accompagnare, punta sul pane giusto. Le frese e le freselline integrali, le lingue di grano croccanti e i tarallini all'olio dei forni di Mormanno sono i compagni naturali dei salumi calabresi: raccolgono il grasso, puliscono il palato e aggiungono croccantezza. Completa con un formaggio stagionato, qualche oliva e un rosso di carattere, e il pranzo della domenica è servito.
Peso variabile e sottovuoto: cosa sapere prima di ordinare
I salumi sono prodotti artigianali interi, non standardizzati: ogni capocollo, ogni soppressata ha il suo peso. Per questo li vendiamo a peso indicativo e il peso esatto può variare leggermente in eccesso o in difetto rispetto a quello indicato. È la garanzia che si tratta di pezzi veri, stagionati uno a uno, e non di fette calibrate a macchina. L'importo definitivo te lo confermiamo sempre su WhatsApp prima di spedire, così non ci sono sorprese.
Tutti i salumi viaggiano confezionati sottovuoto: è il metodo migliore per farli arrivare integri e mantenerli a lungo. Conservati sottovuoto in frigorifero a +2/+8 °C si mantengono fino a 180 giorni dal confezionamento. La spedizione è in 24/48 ore, con un contributo fisso di 12 euro e gratuita a partire da 69 euro di spesa. Puoi pagare con carta, bonifico anticipato oppure direttamente su WhatsApp al 353 391 4134.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra soppressata dolce e piccante?
Sono lo stesso salume a grana grossa, cambia solo il peperoncino. La soppressata dolce è senza peperoncino: equilibrata, adatta a tutti e perfetta per far parlare la carne e le spezie. La piccante contiene vero peperoncino calabrese e ha un carattere deciso. Se ordini per più persone, il consiglio è prenderle entrambe.
Come si conservano i salumi sottovuoto?
Vanno tenuti in frigorifero a una temperatura di +2/+8 °C. Confezionati sottovuoto si mantengono fino a 180 giorni dal confezionamento. Una volta aperta la confezione, avvolgi il pezzo in carta da alimenti e consumalo nel giro di qualche settimana, tenendolo sempre al fresco.
Perché il peso dei salumi può variare?
Perché sono pezzi artigianali interi, stagionati uno a uno: nessuno è identico all'altro. Per questo indichiamo un peso indicativo che può variare leggermente in eccesso o in difetto. È la prova che si tratta di salumi veri e non calibrati a macchina. L'importo esatto te lo confermiamo su WhatsApp prima della spedizione.
Come si usa il guanciale in cucina?
Il guanciale è l'ingrediente segreto di carbonara, amatriciana e gricia: tagliato a listarelle e rosolato in padella a fuoco medio, rilascia un grasso profumato che condisce la pasta. Va usato senza aggiungere olio. Ottimo anche crudo, tagliato molto sottile, su una fetta di pane caldo.





